Woody Allen furioso per il doc voluto da Mia Farrow: “Pieno di falsità”

 

 

Woody e Soon-yi hanno raccontato di essere stati contattati dalla produzione solo due mesi fa, e che sono stati dati loro solo pochi giorni per “rispondere”. “Naturalmente si sono rifiutati” si legge nella dichiarazione che definisce “categoricamente false” le accuse e ricorda che “molteplici agenzie hanno indagato e scoperto che non c’è stato alcun abuso, a prescindere da quanto Dylan Farrow sia stata indotta a credere”.

 

Woody e Soon-Yi insinuano poi un conflitto di interesse, dietro a questa operazione: “E triste, ma non ci deve sorprendere, che sia stato Hbo a mandare in onda il documentario visto che la rete ha un accordi di produzione e di affari con Ronan Farrow”. L’unico figlio biologico di Allen e della Farrow, Ronan ha chiuso nel 2018 un accordo triennale con Hbo per produrre documentari investigativi.

 

La Ziering e Dick hanno sostenuto di non aver mai avuto risposta da Woody, Soon Yi e da Moses, un altro figlio adottivo di Allen e della Farrow, che sta dalla parte del padre e accusa Mia di esser stata una pessima mamma. I documentaristi d’altra parte non hanno fatto mistero di aver operato una scelta di campo. Quasi troppo, secondo alcuni critici, che obiettano l’assenza di dettagli chiave tra cui il suicidio di due dei figli adottivi di Mia e la condanna per pedofilia del fratello dell’attrice, John Charles Viller-Farrow.

 

Nella prima di quattro puntate di un’ora, Dylan Farrow comincia a rievocare davanti alla macchina da presa le accuse di incesto lanciate negli anni Novanta contro Allen, all’epoca compagno della madre. Dick e la Ziering costruiscono un quadro secondo cui il regista cominciò ad adescare Dylan fin da piccolissima. “Non importa quello che pensate di sapere: questa è solo la punta dell’iceberg”, afferma lei, oggi 35enne. “Mi sentii in trappola. Mi diceva cose come: andremo a Parigi insieme. Sarai in tutti i miei film. E poi mi aggredì sessualmente. Mi concentrai a guardare i trenini di mio fratello. E poi… si fermò. Aveva finito. E scendemmo di sotto”, prosegue evocando quanto, a suo dire, sarebbe successo nella soffitta della casa di Mia Farrow in Connecticut.

 

 

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Tgcom24