Quanto fa male il virus incertezza

Astrazeneca va bene, ma non per tutti. Ci sono troppi “ma” che girano attorno alla questione dei vaccini. Troppi dubbi e incertezze

Astrazeneca va bene, ma non per tutti. Ci sono troppi «ma» che girano attorno alla questione dei vaccini. Troppi dubbi e incertezze. E mai come in questo momento, a più di un anno dall’inizio della pandemia, i cittadini, stremati, hanno bisogno di certezze. Certezze che ieri non sono arrivate dall’Ema, l’agenzia europea per i medicinali, che ha detto che con Astrazeneca «gli eventi di trombosi cerebrale sono effetti collaterali molto rari, ma che i benefici del vaccino superano i rischi». Precisazione che non precisa un bel niente, ma crea confusione. A ruota arriva la posizione del governo italiano che sconsiglia, ma non vieta, la somministrazione a chi ha meno di sessant’anni, aprendo al caos. La scienza dunque non ci fornisce una risposta precisa. La politica neppure. Ed è un male, perché contribuisce ad allargare quel cono d’ombra dove alligna la (non) cultura No Vax. Ogni «ma» di troppo, ogni distinguo inoculato senza solide basi cliniche nella popolazione genera il virus della paura e del sospetto, che è il miglior alleato del Covid-19. Non possiamo permetterci di mandare alle ortiche un piano vaccinale, già zoppicante, sulla base di una statistica incerta, che riguarda una manciata di casi su milioni di persone. La lezione della Gran Bretagna – che ha usato questo siero e ora è pronta a tornare al pub – è sotto gli occhi di tutti. E il balletto su Astrazeneca – va bene per i giovani, anzi no diamolo solo agli anziani, forse meglio non somministrarlo alle donne – ha contribuito a intorbidire le acque e a rallentare la marcia verso l’immunizzazione. Sotto un bombardamento non si perde tempo a selezionare il rifugio antiaereo più confortevole, si cerca di portare a casa la pelle il più velocemente possibile. Solo con il vaccino potremo uscire da questo incubo. È una questione di salute fisica, ma anche di salute pubblica, come abbiamo visto con gli scontri avvenuti a Roma due giorni fa. Solo un Paese sano può ripartire, lo dicono chiaramente i dati sulla proiezione del Pil degli Stati Uniti: Washington ha vaccinato la metà della popolazione ed è già a un passo dalla fine della crisi economica. Questo è l’unico rapporto causa-effetto sul quale ci sono certezze. Le due cose vanno a braccetto. Per il resto dobbiamo accettare che, ahinoi, il rischio zero non esiste, nemmeno assumendo un’aspirina o un antidolorifico.

Gli unici numeri certi sono quelli dei morti, che ieri hanno raggiunto il numero mostruoso di 627 e ci fanno capire, ancora una volta, qual è il vero nemico che dobbiamo combattere.

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