AGI – Pfizer e Biontech hanno depositato la domanda di autorizzazione del loro Vaccino anti COvid-19 in Ue presso l’Agenzia europea dei medicinali e puntano a iniziare la distribuzione entro la fine del mese.
Oltre alla richiesta di autorizzazione presso Ema, Fda e l’autorità britannica, Pfizer e BionTech hanno presentato domande anche in Australia, Canada e Giappone, si legge nella nota congiunta pubblicata dalle società americana e tedesca. “I dati dello studio clinico di Fase 3 hanno dimostrato un tasso di efficacia del Vaccino contro il Covid 19 del 95%”, e’ detto ancora, “senza alcun problema di sicurezza osservato fino ad oggi”.
La parola all’Ema
La domanda presentata lunedì all’Ema “completa il processo di revisione a rotazione iniziato il 6 ottobre 2020, con dati non clinici e dati parziali su chimica, produzione e controlli (CMC), seguiti da dati clinici emergenti presentati da Pfizer e BioNTech”. Se l’agenzia europea verificherà che “i benefici del candidato Vaccino superano i rischi nella protezione contro il COVID-19, raccomanderà la concessione di un CMA che potrebbe potenzialmente consentire l’uso di BNT162b2 in Europa prima della fine del 2020”.
Lo sviluppo è stato registrato con favore da Wall Street con i future positivi dopo che il Dow Jones ha chiuso il mse di novembre in progresso del 12%.
Buone prospettive per il vaccino ‘italiano’
Ottimismo sui vaccini arriva anche da Francesco Vaia, direttore dell’Istituto “Lazzaro Spallanzani” di Roma. “A giorni daremo i dati sulla prima fase della sperimentazione” del candidato vaccino italiano contro il Sars-Cov 2, ha spiegato a “Che giorno e'” su Rai Radio 1, “posso anticipare che si tratta di dati confortanti”. “Non e’ una corsa, non ci sono premi in palio – ha sottolineato Vaia – il premio è un vaccino sicuro, efficace e per tutti”.
Per Vaia “è giusto e opportuno che il governo e le regioni predispongano un piano vaccinale ma questo non significa che domattina ci vacciniamo: noi dobbiamo vaccinarci quando avremo un vaccino sicuro ed efficace, certificato come tale dalle autorita’ regolatorie, e i cui dati tecnico scientifici siano messi a disposizione della comunita’ scientifica ad anche dell’opinione pubblica”. Lo ha affermato Francesco Vaia, direttore dell’Istituto Spallanzani di Roma, ai microfoni di “Che giorno e'” su Rai Radio 1. “Bisogna evitare corse e fughe in avanti – ha sottolineato Vaia – i cittadini hanno diritto ad avere risposte certe: va evitato il rischio che si ottenga l’effetto contrario a quello voluto alimentando scetticismi”.








