Olesya non è Denise Pipitone. “Gruppo sanguigno diverso”

L’annuncio del legale di Piera Maggio spegne ogni speranza. Due settimane fa l’inizio della telenovela

La giornata corre lunghissima. Poi, in serata, arriva finalmente il no ufficiale. Quella ragazza russa, Olesya Rostova non è Denise Pipitone. Il gruppo sanguigno non combacia. Per tutta la giornata l’avvocato Giacomo Frazzitta tiene a stento l’embargo che aveva promesso dopo un accordo raggiunto con la tv russa. Erano stati molti i segnali che sarebbe stato un flop, l’ennesimo, creato probabilmente ad arte da una trasmissione di intrattenimento (e che livello) per attirare spettatori e accumulare pubblicità. Primo tra tutti, fino alla fine, il braccio di ferro con i russi e Frazzitta, il legale di Piera Maggio, la mamma di Denise per ottenere i risultati del gruppo sanguigno prima di andare in onda. Era il minimo per una questione di così grande sofferenza umana, eppure, l’avvocato era dovuto scendere a un ultimatum per ottenere l’esito degli esami, «Altrimenti non partecipiamo al programma», alla finta diretta che è andata in onda ieri. Solo a quel punto, dopo aver puntato i piedi, l’avvocato ha così potuto ottenere gli esami e girarli alla procura. E cosa già strana, nessuno da Mazara del Vallo era partito verso Mosca. Non è volata in Russia Piera Maggio, la madre che sfinita ma eroica, cerca da diciassette anni quella figlia che le hanno rapito davanti a casa.

E ieri mattina, l’avvocato, raggiunto al telefono, non ha voluto far trapelare nulla, ma era lecito supporre che se ci fossero state delle speranze allora si sarebbe buttato a capofitto sul caso finalmente allo snodo. E invece tutto era rimasto purtroppo fermo. Forse anche perchè in questi anni sono state numerose le segnalazioni che hanno finito soltanto per alimentare false speranze, portando le ricerche persino in Grecia e in Marocco. La segnalazione più attendibile resta quella di una guardia giurata di Milano, che dinanzi ad una banca riprende con il cellulare una bimba identica a Denise in compagnia di una donna, una rom. La pista dei rom d’altronde è sempre stata battuta, ed è tornata alla ribalta, intrecciata alla vita della giovane donna russa che ha la stessa età di Denise, rapita per poi finire in orfanotrofio. Olesya Rostova, quasi due settimane fa si era presentata in lacrime dinanzi le telecamere del primo canale russo raccontando la sua esistenza, fatta di un’infanzia trascorsa in un orfanotrofio dopo che le autorità erano riuscite a sottrarla ad una rom, che si era spacciata per sua madre e che un anno prima l’avrebbe rapita. «Una truffa, una vergogna», grida il popolo di Twitter contro la tv. «Durante la trasmissione – racconta il legale – a un certo punto è stata presentata una presunta sorella della protagonista del caso, anche lei russa, alla quale è stato chiesto cosa proverebbe nel caso Olesya dovesse trasferirsi in Sicilia». Ieri per fortuna, la verità snocciolata dopo uno show scadente è dunque arrivata. E anche se gli elementi a sfavore erano tanti, a partire da una presunta somiglianza fisica forse costruita ad arte anche quella con una tinta ai capelli, il cuore dei telespettatori ci aveva sperato. E non solo il pubblico dei talk show del pomeriggio. Il Paese intero un po’ aveva nutrito l’incanto del lieto fine, la favola insomma, che durante la sua narrazione non risparmia nulla ai protagonisti ma che poi si risolve bene. Lo dimostrano le segnalazioni, delle tante persone che in giro per il mondo in questi anni hanno creduto di intercettare il viso della piccola Denise immaginandola cresciuta e ipotizzando somiglianze. Ma di quella bambina sparita nel nulla di Mazara del Vallo nessuno sa. E chi sa continua, nell’ombra, a tacere.

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