Moralizzava Vittorio Sgarbi: Sardina multata durante una festa in casa a Pasqua

Tempo fa sui social puntava il dito contro Vittorio Sgarbi, reo di non indossare la mascherina: Sardina pescata durante una festa e multata

Un vecchio ma sempre attuale adagio recita: “Chi predica bene razzola male“. La saggezza popolare si sa che mette radici nella vita vissuta e anche in questo caso non fa eccezione. Diego Marescotti è un giovane attivista vicino alle Sardine e al Partito democratico, che qualche tempo sui social si è speso in una ramanzina a Vittorio Sgarbi, secondo lui colpevole di non indossare la mascherina e di non mantenere il distanziamento sociale. Chi si permette di puntare il dito contro un’altra persona dovrebbe come minimo avere la certezza di non essere in alcun modo attaccabile sugli stessi argomenti ma, come riporta il quotidiano La Verità, Diego Marescotti non è poi così illibato in tal senso.

La foto incriminata messa sotto accusa dalla Sardina ritraeva Vittorio Sgarbi insieme all’assessore alla Cultura del Comune di Ferrara Marco Gulinelli. Il post moralizzatore di Diego Marescotti, per altro, recitava: “L’assessore Gulinelli è risultato oggi positivo al Covid“. Ligio alle regole, la Sardina si augurava che venissero, giustamente, “fatti tutti i tracciamenti del caso da parte delle autorità sanitarie“. Tutto corretto quanto scritto da Diego Marescotti sulla base delle norme contro il contagio da coronavirus nel nostro Paese, ma La Verità riferisce che in questi giorni la Sardina è stata pescata all’interno di una casa con altre persone, ovviamente senza i dispositivi di protezione individuale e senza il mantenimento delle distanze di sicurezza.

Pare che a chiamare la volante della Polizia locale siano stati alcuni vicini, infastiditi, spazientiti e insospettiti dal chiasso e dalla musica ad alto volume che proveniva da un appartamento del centro città. Sembra che il volume delle voci fosse talmente elevato che fosse facile udirne il suono anche dalla strada. Sembra che gli agenti intervenuti all’interno dell’abitazione, posta all’ultimo piano di un palazzo elegante, non abbiano potuto fare a meno di identificare i presenti e comminare a ciascuno di loro un’ammenda da 400 euro per la violazione delle norme contro il contagio da coronavirus.

Il problema non è tanto la festa, per quanto attualmente vietata, tanto più che l’intero Paese a Pasqua era chiuso nella zona rossa. È il desiderio di ergersi al di sopra degli altri con una millantata moralità superiore. Siamo tutti costretti a rispettare le chiusure che, in questo momento e da ormai troppo tempo, iniziano ad andare strette. Ma le regole, se esistono, si rispettano. E vale per tutti. Non per alcuni sì e per atri no.

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