Mafia, greggio, riciclaggio In manette Ana Bettz, imprenditrice e showgirl

Alla vedova del petroliere Di Cesare sequestrati 185 milioni. «Anche Garko voleva soldi in nero»

Roma «A Pie’, ma ‘ndo c… vai? Te stanno a pija pe’ culo! Io dietro c’ho la camorra». È il 4 marzo del 2019 quando Anna Bettozzi, in arte Ana Bettz, vedova del petroliere Sergio Di Cesare, tenta di scoraggiare la sorella Piera sulla gestione di un deposito di carburanti. Una confessione che inchioda l’ex soubrettina che imita Madonna, arrestata con altre 70 persone dalle Procure antimafia di mezz’Italia. Ad arrestare camorristi di rango del clan Moccia di Afragola, ndranghetisti agli ordini dei Piromalli, Labate, Pelle e Italiano nel Reggino, dei Piscopisani a Catanzaro i carabinieri del Ros e i finanzieri dello Scico coordinati dalla Dia di Roma, Napoli, Catanzaro e Reggio Calabria. Associazione a delinquere di stampo mafioso, esportazione di valuta, riciclaggio, estorsione i capi di accusa. Un miliardo di euro sequestrato. Un sistema semplice per fare una valanga di denaro, incentrato sul business dei prodotti petroliferi attraverso società di comodo e godendo di agevolazioni fiscali.

Centro del malaffare la Italpetroli spa di Locri dove le varie società acquistano petrolio e derivati senza Iva. Dopo una serie di passaggi basati su false fatturazioni e prestanome, le società cartiere cedono i prodotti, a prezzi concorrenziali, a clienti «amici». La Bettozzi ha un ruolo chiave da quando eredita l’impero del marito, la Max Petroli srl, poi Made Petrol Italia srl. Ma l’impero è in stato di crisi: le viene in aiuto l’amico imprenditore Alberto Coppola. Grazie alla parentela diretta con Antonio Moccia, Coppola le fa avere «iniezioni» di liquidità dagli stessi Moccia e dai Casalesi. Il volume d’affari dell’ex cantante 61enne passa dai 9 milioni a 370 milioni di euro in appena tre anni (185 quelli sequestrati ieri). E Ana Bettz li ostenta tutti. Clamoroso il fermo alla frontiera di Ventimiglia nel maggio 2019. La Bettozzi va a Cannes per il festival del cinema a bordo della sua Rolls Royce, ma in uno stivale nasconde 300mila euro cash. «Sono per pagare albergo e ristoranti» si giustifica con gli agenti. Sempre al telefono con la sorella: «Lo sai quanto c’ha in giro Felice (D’Agostino ndr)? Quindici milioni al giorno, quell’altro 5 milioni, io altri 5 e insieme c’abbiamo 15 e 10, 25 30 milioni al giorno! Tu ndo cazzo vai? Ti danno l’associazione…». La Bettozzi, oltre al denaro della camorra, utilizza tutti i sistemi di frode del settore, come la costituzione di 20 società di «carta» con cui evitare le imposte e rivendere benzina a prezzi stracciati. Arrestata anche la figlia Virginia Di Cesare, 27 anni, il figlio Roberto Strina, 39 anni, il nipote Filippo Maria Bettozzi, 33 anni, il compagno della figlia Felice D’Agostino, 39 anni, e l’avvocato Ilario D’Apolito. Per la Dia anche la figlia Virginia gestisce notevoli somme di denaro sporco. Con 90mila euro acquista un’auto alla sorella e dalla cassaforte del compagno preleva otto milioni di euro «per metterli al sicuro».

Parlando di soldi «smazzettati» dal figlio Roberto esce anche il nome dell’attore Gabriel Garko, che sarebbe stato pagato in nero proprio con i soldi del business petroli. Agente immobiliare prima, cantante dopo, la Bettozzi vanta nel suo curriculum da aspirante star un album e una decina di singoli fra il 1998 e il 2006. Qualche ospitata al Maurizio Costanzo Show, un concerto, in playback, al Teatro Sistina di Roma firmato dal coreografo Franco Miseria. E a tutti gli spettatori regala un suo calendario sexy.

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