Lombardia, Brescia e altri Comuni diventano zona arancione rafforzata

La vicepresidente Moratti ha spiegato che “è stata decisa una strategia di mitigazione e contenimento”

Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana in giornata disporrà una zona arancione rafforzata per la provincia di Brescia e altri Comuni della Bergamasca, che partirà oggi dalle 18. A spiegarlo in Consiglio regionale a Palazzo Pirelli a Milano ci ha pensato la vicepresidente e assessore al Welfare di Regione Lombardia Letizia Moratti che ha sottolineato: “È stata decisa una strategia di mitigazione e contenimento”.

Lombardia, a Brescia la terza ondata

Come precisato dalla Moratti, a Brescia e provincia si sta assistendo ormai da qualche giorno a una accelerata della diffusione dei contagi da Covid-19, aggravata anche dal pericolo delle varianti. Queste arriverebbero fino al 39% dei nuovi positivi. Entro oggi, martedì 23 febbraio, il presidente della Lombardia Fontana emanerà quindi una ordinanza in vigore dalle 18 di oggi, affinché venga istituita in tutta la provincia di Brescia, in alcuni comuni in provincia di Bergamo e a Soncino in provincia di Cremona, una zona arancione rafforzata. Rafforzata perché avrà delle normative più stringenti rispetto a una normale fascia arancione. Tra queste, per esempio la chiusura delle scuole elementari, delle scuole d’infanzia e dei nidi, oltre al divieto per i cittadini di recarsi nelle seconde case, l’utilizzo obbligatorio dello smart working e la chiusura delle attività universitarie in presenza. Nei quattro comuni di Bollate (Mi), Viggiù (Va), Castrezzato (Bs) e Mede (Pv) le fasce rosse saranno prorogate di 15 giorni e saranno interessati da una vaccinazione prioritaria.

Intervenendo in consiglio regionale, Guido Bertolaso, consulente della Lombardia sul piano vaccinale, ha annunciato che a Brescia è praticamente partita la terza ondata. Mostrando i dati, Bertolaso ha tenuto a sottolineare come “balzi all’occhio la situazione della provincia di Brescia, che ha di fatto un’incidenza doppia rispetto alle altre province del numero di casi in un determinato territorio in un determinato periodo. Brescia è largamente avanti rispetto a tutte le altre province”. Ha poi aggiunto che in altre zone la situazione è sotto controllo ma non a Brescia, dove “è evidente il fatto che ci troviamo di fronte praticamente alla terza ondata della pandemia: è questo il punto che va aggredito”.[[nodo 1925829]]

Data la situazione, la Regione Lombardia ha fatto richiesta con comunicazione al ministero della Salute di poter somministrare una sola dose di vaccino anti-covid, o eventualmente di poterla ritardare di 6 mesi, per quei soggetti che sono risultati positivi al virus. La vicepresidente ha infatti spiegato: “Abbiamo inoltre richiesto la rimodulazione delle schedule vaccinali per soggetti sieropositivi al Covid-19, in modo da prevedere o la somministrazione di una sola dose o il posticipo di sei mesi per la sua somministrazione (ipotesi validata da dati di letteratura e da esperienze in corso in altri paesi)”. Qualora la richiesta della Lombardia dovesse venire accolta, permetterebbe di avere maggiore disponibilità di dosi di vaccino che in questo momento scarseggiano.

Rimodulare la strategia vaccinale

Per cercare di contenere la diffusione, la Regione sta pensando di rimodulare la strategia vaccinale come strumento prioritario di contenimento del contagio. Nei limiti del possibile, e in accordo con il ministero, verranno concentrate le vaccinazioni partendo dai Comuni al confine tra la provincia di Brescia e di Bergamo. Qui infatti vi è una presenza importante di focolaio di contagio legato alle varianti e una situazione di difficile legata alla saturazione dei reparti di terapia intensiva locali. “La Regione Lombardia sta attuando un’attenta sorveglianza sanitaria al fine di intervenire in modo preventivo e circoscritto su aree critiche e per consentire, al contempo, alle aree non interessate dall’accelerazione del contagio in atto, di poter proseguire le normali attività” ha precisato l’assessore al Welfare.

Ecco quali sono i Comuni

A questo proposito, Bertolaso ha aggiunto che da giovedì prossimo si inizierà a vaccinare i territori al confine delle province di Brescia e Bergamo e andando poi verso Brescia vaccinando i comuni che risultano avere questo genere di patologie. Oltre alla provincia di Brescia, i Comuni che verranno inseriti nella zona arancione rafforzata saranno Viadanica, Predore San Martino, Sarnico, Villongo, Castelli Calepio, Credaro, e Gandosso, in provincia di Bergamo e Soncino, in provincia di Cremona. Dopo il boom di contagi registrati a Brescia e provincia negli scorsi giorni, diversi sindaci avevano chiesto maggiori restrizioni.

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