La svolta sul piano vaccinale: Basta toghe, a chi tocca adesso

Il generale Figliuolo punta ora sulle aziende per far ripartire il Paese e riportare il made in Italy nel mondo

Dopo le polemiche per la vaccinazioni di categorie come docenti universitari, avvocati e magistrati avvenute spesso pure prima delle fasce più a rischio, la campagna vaccinale cambia passo. Adesso tocca alle aziende aiutare l’Italia a riconquistare il suo posto nel mondo. Ed ecco la svolta nel piano vaccinale: dopo aver somministrato i vaccini agli over 80 e ai soggetti fragili, il generale Francesco Paolo Figliuolo non parla più – o quasi – di fasce d’età, ma soprattutto individua le categorie su cui puntare. Finora, forti del fatto che inizialmente AstraZeneca era consigliato solo agli over 55, parallelamente agli anziani sono stati vaccinati docenti, toghe, avvocati e altre categorie, spesso non percepite così a rischio. Ma il commissario straordinario per l’emergenza, in visita al punto vaccinale di Piediripa di Macerata insieme al capo del dipartimento nazionale della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, ha deciso di puntare tutto sulle aziende, quelle su cui si regge l’economia del Paese e in grado di far ripartire davvero la crescita.

Tocca alle classi produttive

Il generale ha spiegato che “se riusciamo a completare gli over 80 e i fragili, come si sta ben facendo nelle Marche, riusciremo ad aprire alle classi produttive”. Figliuolo ha tenuto a sottolineare che i nostri territori hanno sofferto e che adesso “dobbiamo riportare il made in Italy nel mondo e riaprire”. Il commissario straordinario, parlando dell’affidabilità del vaccino prodotto da AstraZeneca ha tenuto a precisare che sono state seguite le indicazioni degli scienziati e che verrà somministrato alla categoria di età compresa tra i 60 e i 79 anni. Si parla di circa 13 milioni di persone, e di questi, ben 2 milioni hanno già ricevuto la prima dose e, come spiegato da Figliuolo, non vi sono stati casi di trombosi dopo il richiamo. Le fasce di età più giovani verranno invece vaccinate con gli altri sieri, a cominciare da Pfizer. In Italia verranno distribuite oggi 1 milione e mezzo di dosi Pfizer ai punti vaccinali delle diverse regioni. Ad aprile dovrebbero arrivare altri 2,8 milioni di dosi AstraZeneca, 6,3 milioni di Pfizer, 400mila dosi di Johnson&Johnson e 400mila di Moderna. Come ha sottolineato ancora una volta Figliuolo, l’obiettivo è quello di arrivare a somministrare entro aprile 500mila dosi giornaliere.

Le toghe aspetteranno il loro turno

Quello che si è capito è che adesso il piano vaccinale, dopo aver messo in sicurezza gli over 80 e le persone fragili, passerà alle aziende, sulle quali si punta per far ripartire il Paese e l’economia. Il protocollo per i vaccini nelle aziende è stato firmato e l’Inail ha dato le regole alle imprese per le vaccinazioni. E questo nonostante il pressing dei magistrati che in diverse Regioni sono riusciti a essere inseriti in lista. Alla richiesta delle toghe di essere immunizzate, erano insorti anche i ristoratori che avevano tenuto a sottolineare come anche il loro lavoro sia particolarmente esposto a rischi, ma anche che la categoria dei magistrati “non ha diritti diversi dai ristoratori o dai singoli cittadini. Stiano assistendo ad una guerra tra poveri in attesa del vaccino per potere ricominciare, finalmente un giorno, a lavorare”, come ha detto lo chef Antonello Colonna.

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