La “prigione più alta del mondo” dove venne incarcerato il Duce

I giorni di Mussolini sul Gran Sasso, prima in una villetta degli anni Trenta – ora all’asta – poi nell’albergo di Campo Imperatore, a 2.130 metri di altitudine

Campo Imperatore, sul Gran Sasso, fu teatro di uno degli eventi più significativi per l’Italia, durante la Seconda Guerra Mondiale. Come riporta Il Messaggero, è infatti all’Albergo di Campo Imperatore che Benito Mussolini fu detenuto per dieci giorni, prima di essere liberato dai tedeschi. Prima di essere trasferito a più di 2000 metri, nell’albergo che il Duce definì “la prigione più alta del mondo”, Mussolini passò qualche giorno in una villetta anni trenta, alla base della Funivia del Gran Sasso. Oggi quella villetta è stata messa all’asta, su decisione del Tribunale dell’Aquila, secondo il prezzo base stabilito, di poco inferiore al milione e duecento mila euro.

Ma l’ultima parentesi della vita del Duce inizia molto prima, quando il 25 luglio del 1943 a Villa Savoia Re Vittorio Emanuele III gli comunica che il Gran Consiglio del Fascismo ha imposto la nomina del generale Pietro Badoglio. Mussolini viene arrestato e trasferito dapprima sull’isola di Ventotene, poi a Ponza e a villa Weber alla Maddalena, in Sardegna. Ma l’Odissea delle prigioni del Duce non finisce qui. Dalla Sardegna, il 28 agosto viene portato sui monti, più precisamente sul Gran Sasso, dove soggiorna una settimana nella famosa Villetta, in attesa che la sua vera prigione venga preparata. Il 6 settembre il Duce viene trasferito a Campo Imperatore, a 2.130 metri di quota, dove sorge l’unico albergo della stazione sciistica, l’Amedeo di Savoia, che, per ironia della sorte, fu fatto costruire proprio dal Regime.

Ma il“soggiorno” montano di Mussolini durò appena dieci giorni: il 12 settembre infatti la Wehrmacht, attraverso quella che in codice fu chiamata “Operazione Quercia”, lo prelevò su ordine di Adolf Hitler. Con un blitz a dir poco spettacolare, che ebbe luogo a 2000 metri proprio sul Gran Sasso, il Duce venne prelevato da un “Cicogna”, un aereo da ricognizione leggero e liberato. Trasferitosi a Salò, dove fu a capo della Repubblica Sociale Italiana, il Duce trascorse sul lago di Garda l’ultimo capitolo della sua vita, che ebbe fine il 27 aprile 1945 quando fu catturato a Dongo, sul Lago di Como.

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