Insulti alla Meloni, sospeso il professore. “Tre mesi senza paga”

La richiesta del rettore di Siena sarà discussa dal consiglio di disciplina. Per Fdi non basta

La trasmissione in cui sono esplosi gli epiteti offensivi contro Giorgia Meloni si chiama «Bene bene Male male» e il format, conversazioni scherzose da bar, «parlando come se nessuno stesse ascoltando», è talmente collaudato da andare in onda sull’emittente toscana Controradio da trentaquattro anni. Chiacchierano liberamente in coppia lo scrittore Giorgio van Straten e lo storico Giovanni Gozzini, per cui sono stati chiesti dal rettore dell’Università di Siena, dove insegna, tre mesi di sospensione dalla funzione e dallo stipendio, già partiti in via cautelativa.

Nella terra del Vernacoliere in passato nessuno si era sentito offeso dalla satira dei due. Questa volta qualcuno ha ascoltato fin troppo bene il gioco a trovare la peggiore definizione per Giorgia Meloni. Se Gozzini aveva proposto «pesciaiola», quando lo hanno invitato ad alzare la posta, sono risuonate parole come «rana dalla bocca larga», «vacca» e «scrofa».

Oltre i limiti, anche per chi parlava. Così Gozzini, già assessore al comune di Firenze, ha chiesto scusa alla Meloni per aver esagerato. Ieri si è scusato van Straten. Lo scrittore, nel passato insignito di premi e nel 2000 dell’onorificenza di grande ufficiale dell’ordine al merito della Repubblica, nel dibattito via radio aveva proposto «peracottara». Si è detto «mortificato» e ha chiesto perdono alla presidente di Fdi.

Si sono sollevate le donne e la solidarietà all’unica leader politica del Paese è arrivata da ogni dove, a cascata dopo la difesa di Mattarella e del neo presidente del consiglio, per altro chiamato in causa nel giochino in radio contro la Meloni: «Non posso vedere in Parlamento gente simile, che non ha letto un libro in vita sua – una delle frasi – e che possa rivolgersi da pari a pari a uno come Draghi».

Meloni, che a Quarta Repubblica su Rete4 ha ringraziato Mattarella per la telefonata, assicura di essere una forte lettrice, rileva «misoginia» e «razzismo verso la destra». Aggiunge: «Rimasi scioccata quando lessi che Hollande definiva gli elettori della destra sdentati e Hillary Clinton miserabili quelli di Trump».

Nonostante l’indignazione rosa, è più probabile che il movente interiore della scivolata di Gozzini contro la Meloni vada ricercato altrove. Il professore, intervenuto il 27 gennaio scorso in consiglio regionale per la Giornata della memoria, dal 2005 ogni due anni va ad Auschwitz con centinaia di studenti sul Treno organizzato dalla Regione Toscana. Difesa della memoria e antifascismo. Oltre a insegnare Storia della globalizzazione e New media Globalisation, Gozzini è autore di un manuale di Storia del giornalismo. Nella prossima edizione aggiornata finirà con l’inserire anche questa esplosione mediatica.

Adesso è stato sospeso, sia pure in via cautelativa. Sarà il Collegio di disciplina a valutare. «Vogliamo dare un segnale forte per difendere la dignità dell’Università di Siena a fronte di dichiarazioni inqualificabili» le parole del rettore. È stato escluso l’esposto per danno d’immagine, come accaduto lo scorso anno con il professor Emanuele Castrucci a causa di suoi tweet filonazisti. Queste offese sono dirette a una persona e l’unica a poter querelare è lei. Fdi comunque non si placa: c’è chi ritiene ancora «una tirata d’orecchie» anche la sospensione.

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