Il papà di Scanzi adesso è una furia: “Vaccini? Graduatoria a livello di chi c… volete voi”

Orso Grigio indignato per il sistema di prenotazione della Regione Toscana prende poi le difiese dei dipendenti dei supermercati, esclusi dalle categorie a rischio. Ancora silenzio, però, sul figlio vaccinato a 46 anni

Luciano Scanzi, alias Orso Grigio, torna a tuonare sulla propria pagina Facebook, lamentandosi questa volta dei ritardi accumulati dalla Regione Toscana nel programma di vaccinazione degli anziani e di tutti quei soggetti considerati categorie a rischio. Una lunga tirata in cui ad essere presi di mira sono il sistema di prenotazione ed il rispetto delle precedenze. “Perché non è stata fatta, a livello di comuni, o di asl, di polisportiva o di chi ca**o volete voi, una graduatoria in base a età, categorie e patologie? Un programma così avrebbe potuto farlo e gestirlo chiunque, perfino io me la sarei cavata”, è il duro commento di Luciano Scanzi, che aggiunge: “E poi, in base a questo, convocare le persone, invece di permettere che ogni Regione mostrasse al mondo la propria incapacità”.

A deludere Orso Grigio è la sua “adorata Toscana“, rea di aver creato una piattaforma di prenotazione definita dallo stesso “assurda“. “Fatta male e non funzionante“, sbotta Scanzi, “che, dopo averti tenuto lì fino a notte inoltrata, a evocare tutti i santi conosciuti e anche quelli non ancora noti, ti buttava fuori con un laconico ‘La procedura non è andata a buon fine, ma non preoccuparti, non è colpa tua‘”.

Insomma, Luciano Scanzi torna a lanciare strali, proprio come quando tempo addietro decise di scagliarsi contro i cosiddetti “furbetti del vaccino”, andando direttamente a prendersela con il presidente della Regione Campania.“Qui siamo invasi dai De Luca e da tutti gli altri variopinti furbetti se è vero che un terzo delle vaccinazioni sono toccate a gentaglia che non ne aveva diritto ma che è riuscita a imbucarsi al posto di quelli che ce l’avrebbero avuto”, aveva commentato Orso Grigio nel suo blog. E ancora:“Io non sono un fanatico dei vaccini, aspetto naturalmente il mio turno come è giusto che sia, ma se ci sono delle regole vanno rispettate, e se ci sono delle priorità vanno definite chiaramente e poi rispettate anche quelle”.

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Eppure, persino questa volta, Luciano Scanzi non dice una parola sulla vicenda del figlio Andrea, riuscito ad aggiudicarsi il vaccino a soli 46 anni. Non proprio una categoria a rischio come quelle da lui menzionate, insomma. Adducendo la giustificazione di aver fatto richiesta di ricevere il siero in quanto “caregiver” dei genitori anziani, il giovane Scanzi era passato addirittura davanti agli 80enni.

I primi a essere vaccinati dovevano essere i vecchi, poi le categorie più a rischio e i più fragili per patologie o altro, e quindi procedere per età”, scrive Orso Grigio nel suo sfogo.“Non sembrava così difficile. Ora, si trattava di decidere chi fossero quelli più a rischio. Bene per gli addetti alle strutture sanitarie, bene per gli addetti alla sicurezza e le forze dell’ordine, e bene anche per gli insegnanti. Ci sarebbe qualche distinguo, ma va bene uguale. C’è però un’altra categoria che è stranamente sfuggita a tutte le classificazioni: gli operatori dei supermercati“.

Questi dipendenti, spiega l’uomo, sono costantemente a contatto con le persone, eppure non sono tutelati. “Hanno avuto, e hanno ancora, a che fare con qualsiasi tipo di soggetti, da quelli più ignoranti e strafottenti che facevano come gli pare, a quelli che la mascherina la usavano come sciarpa e comunque facendo bene attenzione che non coprisse il naso”, ricorda indignato Orso Grigio. “Ma di loro non frega un ca**o a nessuno, a riprova che questo piccolo mondo antico fatto ancora di lavoratori, impiegati e operai, di gente che strappa a fatica il proprio diritto alla vita, è ormai dimenticato, sacrificato sull’altare del Nuovo Mondo di questa fava”.

Tutto giustissimo, ma sulla vicenda del figlio ancora nessuna parola.

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