Fondi Lega, Luca Sostegni scarcerato: decisi i domiciliari. Il gip: “Proficua collaborazione”

È stato scarcerato e posto agli arresti domiciliari Luca Sostegni, il presunto prestanome del commercialista Michele Scillieri, in carcere dallo scorso 15 luglio nell’ambito dell’indagine milanese su Lombardia Film Commission e sui fondi della Lega. Lo ha deciso oggi il gip Giulio Fanales, accogliendo la richiesta della difesa: “La proficua collaborazione fornita dall’indagato allo sviluppo delle indagini, unitamente alle dichiarazioni ammissive in ordine alle proprie responsabilità, consente di ritenere intervenuto un primo affievolimento del pericolo di reiterazione ” del reato, così da “rendere allo stato adeguata (…) la misura meno afflittiva rappresentata dagli arresti domiciliari”, ha scritto il giudice nel provvedimento di scarcerazione.

Per la procura Michele Scillieri, insieme ad Andrea Manzoni e Alberto Di Rubba, è una delle figure al centro dell’affare del capannone di Cormano venduto a prezzo “gonfiato” alla Lombardia film commission. La Lfc, all’epoca presieduta da Di Rubba, scelto in quota Lega Nord, acquista il capannone da una società gestita da Fabio Barbarossa, cognato di Scillieri. La compravendita, per l’accusa, era stata compiuta al prezzo gonfiato di 800mila euro: soldi pubblici, una parte dei quali è stata retrocessa a Di Rubba e Manzoni. Il 10 settembre nell’indagine della Guardia di Finanza sono finiti ai domiciliari sia Scillieri che Di Rubba e Manzoni, rispettivamente direttore amministrativo e revisore contabile del Carroccio al Senato e alla Camera: sono i personaggi principali dell’indagine. A luglio era stato invece fermato Luca Sostegni, considerato appunto un prestanome di Scillieri, che ha cominciato a collaborare coi magistrati.

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